Drumming
Drumming in my studio
Questa estate ridotto all’ultimo momento preso da vari problemi cercai alcune mete verso Giugno per passare una settimana d’agosto con la mia lei. Cercai su vola gratis alcune offerte senza risultato..i prezzi per la settimana di ferragosto erano alle stelle..così dopo un mesetto di ricerca decisi di recarmi in un agenzia..mai fatto..se non per un viaggio di gruppo con 12 miei amici per Malta e dopo quell’esperienza decisi di non rivolgermi piu ad un agenzia di viaggi e fare da solo. Ma ahimè era l’unico modo in quel momento..per mia sopresa riuscii a organizzare dal 16 al 21 agosto un viaggio poco esotico e marittimo.
Arrivo a Bruxelles dal 16 al 19 e Amsterdam dal 19 al 21.
Volo alitalia andata da Roma-Bruxelless
Ritorno Amsterdam-Roma
Orari perfetti arrivo alle 11 ritorno alle 19..sei giorni completi. Tot.530 euro..meno di quello che all’ultimo avevo trovato cercando voli low cost.
Il 16 agosto alle ore 6 ero pronto con i miei bagagli per andare all’aeroporto. Alle ore 7 già passammo tutti i controlli e alle 7;15 eravamo al gate.
L’imbarco era previsto per le 8 e 25 quindi avevamo ancora un ora e dieci di tempo per frivoleggiare tra i negozi. Poco piu tardi ci siamo imbarcati e alle 8 e 55 l’aereo decollò in perfetto orario.
Alle ore 10;59 atterriamo a Bruxelles..tempo nuvoloso.
A differenza degli altri viaggi questa volta non avevamo una macchina che ci avrebbe prelevato e portato in albergo ma tutti gli spostamenti con le nostre gambe e ammetto di non essermi informato molto su i mezzi da prendere per arrivare in albergo.
Cosi dopo varie informazioni Navetta-Gare de Midi(stazione) e metro per 3 fermate fino a Louise dov’era il nostro albergo. Dopo il check-in e una rinfrescata usciamo a piedi passando per i vari negozi fino a raggiungere in quindici minuti di camminata “La grand Place” sfarzosità in ogni dove..gli edifici principali sono il Municipio e la casa del Re.
Sulla guida ci consigliano di visitare il museo della cioccolata..il costo del biglietto non proprio poco non vale la pena,se non fosse per il biscotto bagnato nella cioccolata che ti offrono alla fine del “giro”. Più avanti proseguiamo il giro nelle vie del centro e dopo aver pranzato con delle patatine fritte al cartoccio inventate il Belgio ,intorno alle 16 raggiungiamo il museo della musica e dopo la visita prendere un thè sulla terrazza,purtroppo alle 16 e 15 ci comunicano che il museo chiude alle 16..orari del cavolo..così addio strumenti musicali e thè..Dopo un po’ di shopping che non manca mai nei nostri viaggi alle 19 e 20 crolliamo in albergo..e alle 21 e 30 ci risvegliamo morti di fame e andiamo a cena.
Passata la notte la macchina facciamo colazione,non proprio ottima..ma ci va bene cosi il tetto e i muri a vetro fanno salire il punteggio e mi saziano gli occhi. Chiediamo informazioni per dove prendere il treno per raggiungere Brugge(Bruges) e usciamo alle 9 dall’albergo.
Alla biglietteria notiamo che c’era una promozione il “summer ticket” andata e ritorno 14 euro una cosa del genere..contenti prendiamo il treno alle 9 e 50 e in un oretta arriviamo a Brugge.
Bruges è un centro storico medievale dal 2000 patrimonio dell’UNESCO,romantica e suggestive secondo me man mano che ci avvicinavamo al centro era deturpata dai negozi e dal turismo forse poiché ero in piena alta stagione. I canali l’attraversano “la piccola Venezia del Belgio”, 
per le strade negozi di souvenir e non…siamo immersi dai profumi dei panifici e delle pasticcieri che servono waffles..in lontananza i rumori delle carrozze che portano turisti per la città. Ho notato molte donne alla guida delle carrozze.

Proseguiamo verso la piazza del mercato..tutte le strade portano li..all’epoca centro cittadino. Un giro anche qui per i negozi e la fame comincia a farsi sentire,cosi comprate le baguette le mangiamo in un parco tranquillissimo e silenzioso attraversato da un fiumicciatolo. In un poco tempo recuperiamo le forze e ci dirigiamo verso la stazione per tornare a Bruxelles.
Alla stazione decidiamo di andare all’ATOMIUM una costruzione in acciaio formata da 9 sfere che rappresenta un cristallo di ferro ingrandito 165 · 109 volte. (wikipedia). Costo biglietto 11 euro.
Dopo un bel po’ di fila arriva il nostro momento e saliamo in ascensore. In tutte le lingue o quasi, ci venivano spiegate l’altezza (103metri)e la velocità dell’ascensore e in pochi secondi eravamo in cima e dalla sfera il panorama sottostante e il centro di Bruxelles in lontananza.
Dei ventilatori SPOSTAVANO l’aria calda in quella sfera fatta di acciaio..e i suoi 40 gradi al suo interno. Riscendiamo al piano terra per ricominciare a piedi e le scale mobili la visita delle altre sfere. Non mi ha entusiasmato molto l’atomium è bello da vedere al suo esterno ma l’interno lascia un po’ a desiderare. Velocemente facciamo il giro delle sfere e torniamo giù per riposarci all’adiacente prato del parco HEYSEL. In questo parco vi è anche la mini Europa una sorta di mini Italia..non c’ho pensato due volte a non fare il biglietto tra l’altro costoso.
Torniamo verso l’albergo,negozi serrati ,poiché chiudono molto presto circa le 19 se non prima, e ci dirigiamo in un vicino Pub per cenare..birra belga e cheeseburger..la cucina Belga non è la mia cucina preferita. Con il panino sullo stomaco torniamo in albergo con il tempo che non è dei migliori e ci risvegliamo il giorno dopo già organizzati per visitare Anversa.
Colazione,treno,Anversa.
La stazione è stupenda. Anversa è uno dei centri mondiali per il commercio mondiale dei diamanti..e dello shopping aggiungerei ,tre strade piene di negozi di ogni marca,catena e tipo si riuniscono nella via principale Meir la strada dello shopping per eccellenza. La città è ricca di edifici in stile art nouveau.
Esploriamo ogni vicolo fino al museo della moda..aspettiamo l’apertura,ma notiamo poco dopo che è in fase di ristrutturazione. Ci fermiamo in una sala da thè e sorseggiamo un thè caldo visto che la mattina fa freddo e man mano nella giornata il sole comincia a scaldare arrivando ad una temperatura estiva. Dopo qun thè verde e pasticcini, con l’ombrello aperto e la pioggerellina negli occhi arriviamo pian piano alla stazione. Ritorniamo stanchissimi a Bruxelles lo stress dei vari spostamenti comincia a farsi sentire di già,arrivati a Louise ci fermiamo in uno di quei ristoranti self service frequentati dagli impiegati dove servono cibi sani e prendiamo un cous cous con vegetali e salmone accompagnato da una baguette di pane ai cereali. Dopo pochi passi tappa obbligata per ricomprare acqua e 2 birre al vicino carrefour e siamo in albergo stremati. Il sole c’aveva scaldato durante il pranzo alle 16 fin tanto che in albergo perdemmo conoscenza,ma al risveglio le nuvole di anversa ci seguirono fino a Bruxelles scatenando un temporale estivo che non vedevo da tempo. Suggestivo dopo tutto. Usciamo alla fine della bufera e raggiungiamo un ristorante dove servono delle insalate di vari tipi con pollo manzo ecc delle salse e del pane tipo piadina. Ristorante pieno. Dopo la cena usciamo e tornando verso l’albergo ci fermiamo lungo un belvedere a Louise dove si vedeva tutta la città. Ero particolarmente contento in quel momento forse perché avrei lasciato Bruxelles la mattina dopo direzione Amsterdam.
La mattina colazione e check-out flash e siamo bagaglio alla mano verso la stazione ormai seconda casa.
Da Roma tramite HI SPEED prenotai il biglietto Bruxelles-Amsterdam in treno a soli 14,50E..un affare.
Aspettando al nostro binario ecco il treno in lontananza che arriva,saliamo prendiamo posto e in due ore e mezza arrivamo alla stazione di Amsterdam.
Chiedo anche qui informazioni poiché si..anche qui non avevo preso informazioni per arrivare all’hotel. Preso il tram in 20 minuti scendiamo a Musemplein e a pochi minuti dietro il teatro dell’opera il nostro albergo..check –in e già notiamo che a differenza di tutti i viaggi fatti insieme questa volta c’aveva detto proprio male..corridoi stile terza classe del Titanic e stanza angusta ma in compenso bagno spazioso,ma vatti a fidare.
Usciamo velocemente e in pochi minuti eccoci per la cintura di canali del centro. Anche qui secondo me la pace degli occhi è deturbata da una miriade di turisti da ogni parte del mondo,ma i dialetti italiani vanno per la maggiore. Decidiamo di andare al Sex Museum divertentissimo secondo me,con statue animate suoni video,documenti e foto dei locali e del quartiere a luci rosse del passato fino ai giorni nostri e sorprese per i turisti. L’abbiamo presa a ridere. Poi un giro per il quartiere a luci rosse molto caratteristico XXX ovunque dai paletti agli adesivi ai negozi per turisti sino ad arrivare alle ragazze in vetrina..me le aspettavo meglio vidi per lo più ragazze di colore non proprio giovanissime e parecchio in carne.Pranzammo anche qui con una baguette farcita e assistemmo all’omicidio da parte di un tram ai danni di un piccione..credo che qui ci sia una strage di piccioni ogni anno,forse perché distratti o strafatti anche loro. Decidiamo dopo un waffle e un gelato decidiamo di andare a Vondelpark a passaggiare un po’. Per cena optammo per un ristorante Olandese..gentilssima la cameriera credo figlia dello chef che purtroppo non ha potuto allietarci con canti e fisarmonica a fine pasto (come citava la guida) poiché si era tagliato. Maledetto. Non capendo il menù ordinai del chicken ahajkjkaejrkj rivelatosi poi fegato di pollo..la mia lei andò meglio con un cous cous vegetale se non fosse stato per una zuppa a base di sangue e non so cosa. Avevo letto prima di partire e casualmente visto degli speciali in tv che la cucina olandese a quei 2-3 piatti e poi rivisitazioni di piatti di altre nazionalità.Lasciato il ristorante dopo una mousse continuammo la serata prima al centro e poi in un pub “letterario” fatto di birra divanetti e gente altolocata di mezza età e musicisti che staccavano dal teatro. Più tardi stanchi in hotel provavamo a dormire ma i muri sottili e gli spifferi delle porte erano contro di noi e non ci facevano chiudere occhio. La mattina colazione indescrivibile se non altro al vicino ristorante cinese, e poi alle 8e30 dopo essere stato chiuso fuori l’albergo a fumare per bei 15minuti poiché il receptionist non si sa dov’era e aver suonato invano il campanello decidiamo di affittare le biciclette per integrarci con la popolazione ed essere noi a bersagliare i pedoni. Il giorno prima eravamo noi i pedoni. Con la bellezza di 20 euro se non erro e 100 euro lasciati di cauzione e una carta d’identità la mia,eravamo diretti verso la casa di Anna Frank. Una pista ciclabile più in là e un paio di volte contromano arriviamo leghiamo le biciclette e facciamo 5 minuti di fila. Entriamo e vediamo subito un filmato poco dopo entriamo nella casa vera e propria. Ricostruzioni degli ambienti e silenzio assoluto e scalinata a passo d’uomo anzi..da anziano arriviamo nella soffitta. Il giro dura una buona mezzoretta è molto dettagliato con parecchie videointerviste ai sopravvissuti e letture dei passi del diario. Uscita obbligata nel negozio di souvenir del museo. All’uscita una coda che girava intorno alla casa,siamo stati fortunati. Da li ci spingiamo verso il porto ci perdiamo 2 o 3 volte e passiamo per tutti i distretti di Amsterdam soffermandoci in qualche mercatino e parco. Il pomeriggio ripassiamo nel quartiere a luci rosse,piazza Dam,qualche souvenir per amici e parenti e visitiamo il Museo di Van Gogh per fortuna saltiamo la fila poiché avevamo comprato i biglietti la mattina allo stesso identico prezzo al museo di diamanti di fronte(c’era anche scritto).
Lasciamo i cappotti,borse,passiamo il metal detector e cominciamo ad entrare nelle varie sale soffermandoci sui vari quadri di Van Gogh suddivisi in periodi. Essendo stato al MOMA di New York ormai gli altri musei non mi entusiasmano più come prima..ma guardai lo stesso le opere che non avevo visto prima in altre collezioni. Dando un occhiata ogni tanto alle bici legate sotto al museo per paura di ripagare 450 euro di bicicletta e non mi sembrava il caso finiamo la nostra visita e torniamo a mangiare a Vondelpark insieme a tutti i turisti con l’omaggio di una coperta di pile da parte di alcune promoter della birra. Stendersi al solo come lucertole era quello che ci voleva visto i 15 gradi di temperatura in agosto di Amsterdam. Ceniamo in un irish pub visto l’esperienza precedente e rifocillati voliamo per le strade in sella alla nostra bici per tutti i canali macinando gli ultimi km ripassando per tutta la città visto che il giorno dopo dovevamo ripartire.
Amsterdam è considerata una delle più belle capitali europee ma secondo me è rovinata dai troppi turisti. Considero più Praga una delle più belle capitali europee in quanto a fascino.
Ultima birra e prepariamo le valigie che ormai esplodevano di cose da riportare a Roma.
La mattina decidiamo dopo la colazione..sempre peggio..di non prendere il tram ma passare ancora le ultime ore ad Amsterdam trascinando noi e le nostre valigie per il centro sino alla stazione per salire sul treno fino all’ aeroporto.
Arriviamo all’aeroporto e pranziamo unica opzione Burger King e dopo esserci appesantiti aspettammo due ore al gate interrompendo l’attesa con un giro per andare a fumare nella più vicina ma lontana area fumatori. Si sa il fumo è un vizio brutto.
Procedure d’imbarco e siamo di nuovo su un volo,ma quello del ritorno con la consapevolezza di aver visto si nuove città,ma anche quella di continuare ad organizzare i viaggi da soli senza affidarci ad un agenzia(parere personale) finchè si è giovani.
Nothing’s gonna change my world…
Nell’anno 2010,verso giugno,avevo cominciato a guardare le offerte dei voli per la Spagna,ma mi ero mosso gia tardi poichè l’unica settimana in cui potevo partire era quella di ferragosto e ormai i prezzi erano alle stelle. Così guardai qualche località dove avrei potuto prendere una casa sul mare vicino Barcellona. Su consiglio di mia cognata di recai all’ufficio turistico spagnolo a Roma in piazza di Spagna. Mi diedero dei depliant di Barcellona e un depliant con tutti i numero sia di privati che non,di gente che affittava case,con il numero diretto. Dopo un attenta selezione comincia sempre con mia cognata che traduceva a telefonare per degli appartamenti in diverse località. Optai per Tossa de Mar a circa 3km da Lloret de Mar e un oretta da Barcellona. Casa a 50 m dal mare in questo paesino sulla costa 2 camere soggiorno con divano letto bagno(piccolino) cucina balconcino e attico(terrazza diciamo condominiale dove però non andava nessuno) vista mare e castello,si perchè a Tossa c’è uno spendido castello a picco sul mare che domina la baia. Così prenotiamo. Io,la mia Lei e un altra coppia di amici Martina e Alessandro. Ora l’ultima cosa da prenotare era il volo,ma ahimè prezzi alti considerando che dal 14 al 21 agosto è proprio alta stagione. Cosi pensai,pensammo..”ma se andiamo in macchina?”chiamai Alessandro e gli dissi che sarebbe stata un ammazzata ma che nello stesso tempo sarebbe stato bello e comodo considerando che la sua macchina è un suv. Circa 1300 km da Roma a Tossa de Mar,125 euro a persona andata e ritorno,bhè era conveniente calcolando che la casa l’avevamo pagata per una settimana 200 euro circa. Dopo qualche incoveniente per problemi di macchina, riusciamo ad organizzarci e a partire,appuntamento alle 16 del 14 agosto arrivo a destinazione il 15 alle 6 di mattina.
Dopo poco tappa obbligata per il rifornimento con annesso caffè.
Pronti risaliamo nella macchina stracarica di bagagli.
Se non ricordo male il percorso sarebbe stato Pisa,Livorno,Genova,Ventimiglia e via verso il confine per entrare in Francia,Monaco,Cannes,Montpellier insomma tutta la costa francese.
In poco tempo sarà per la strada libera l’entusiasmo i paesaggi ci ritroviamo verso le 21 in un autogrill nei pressi di Genova per cenare. Non sapevo o almeno in un autogrill non pensavo che da quelle parti spizzico chiudesse così presto, ma comunque riusciamo a raccimulare qualcosa per riempirci lo stomaco. Ogni poco tempo chiedevo ad Alessandro se era stanco poichè avevo pensato di fermarci a dormire in Francia in una qualche località e ripartire l’indomani,Redbull dopo Redbull la risposta era sempre la stessa. “NO”. Risaliamo in macchina e ripartiamo il viaggio era ancora lungo. Esultiamo al confine con la Francia e passiamo la frontiera. Mi sono dimenticato di dire che causa “dente del giudizio” avevo 38,5 di febbre quindi ero sotto antibiotici gia da qualche giorno. In Francia ogni pochi km dovevamo passare il casello e “lanciare” i soldi in un canestro. Rigorosamente in moneta. Dopo qualche foto di autovelox e qualche ferrari e lamborghini più in là ci rifermiamo in un autogrill intorno alle 3. Copertissimo prendo il mio antibiotico e diamo un occhiata agli autogrill francesi. Patatine al Kebab e prodotti surgelati vanno alla grande lì. Alessandro per lo stress si fa un massaggio su una di quelle poltrone a monete alquanto schifosa poichè ricoperta di mosche. La redbull qui era finità così Alessandro tenta una nuova bibita energizzante,caffè,guaranà e altre schifezze,con gli occhi sbarrati continua a guidare e ci porta a destinazione in perfetto orario. Entriamo nel paese..tutta zona pedonale per strada non c’è un anima solo qualche netturbino che pulisce per terra e il rumore del mare in lontananza..nel frattempo di perdiamo nei vicoli trovando la casa che avevamo affittato. La vediamo,da fuori, e vediamo anche la baia a veramente 50metri dalla casa, ahimè dovevamo aspettare minimo le 14 per avere le chiavi.
Lasciamo il paese e cominciamo a salire le strade della scogliera e troviamo un belvedere e ci gustiamo l’alba e la brezza marittima mattutina che ci accarezza. Meraviglioso.
La stanchezza comincia a farsi sentire e l’esigenza di poche ore di sonno è la prorità assoluta per riprendere un po di forze. Parcheggiamo, in un ingresso di una villa, ma dopo 10 minuti che abbiamo chiuso gli occhi una macchina dietro di noi si ferma e ci fissa, forse i proprietari della villa.
Cambiamo posto e andiamo a fare colazione nell’unico bar libero vicino una stazione di pullman,caffè non proprio eccellente,e rimaniamo nel parcheggio per riposarci. Dopo pochi istanti riesco a prendere il sonno,ma sono anche il primo che si sveglia per colpa delle urla di un gruppo di bambini che giocava nel parcheggio. Con qualche colpo di tosse e lamentele sveglio gli altri e cerchiamo un parcheggio per farci un giro del paese. I parcheggi sono a pagamento poiché è tutta pedonale. Ci perdiamo nei vicoli pieni di oggetti caratteristici e ristoranti, molto carini ma per accalappiare i turisti. In poco tempo si fa ora di pranzo e andiamo al ristorantino sotto casa e prendiamo la prima paella. Deliziosa.
Dopo il pranzo andiamo a fare qualche ora di sonno al mare. Gli altri crollano e io e Martina scambiamo due chiacchiere.
Poco più tardi è ora di prendere le chiavi della casa. Scaricata la macchina ci facciamo tre piani a piedi con i bagagli ed esploriamo la casa. Era come descritta. Molto carina. Apriamo il divano letto dove dormiranno Alessandro e Martina e nella camera matrimoniale Io e Alessandra. L’altra camera era stata adibita a deposito bagagli/armadio.
Una rinfrescata e la sera ceniamo in un altro ristorante. Scena tipica camerieri che ti prendono dalla via e ti portano nel ristorante esibindo il menù turistico. Apparte il dolce voto 5,a quanto ricordo non eravamo rimasti molto contenti.
La vacanza a Tossa de mar era destinata ad essere una vacanza di relax spiaggia pranzi cena sempre al ristorante evitando qualsiasi sforzo nel pulire piatti e cucinare a casa.
Dopo due giorni decidiamo di andare a Barcellona,partiti abbastanza tardi il navigatore ci fa perdere parecchie volte,causa lavori sull’autostrada ma intorno all’una gia siamo sulla Rambla di Barcellona ad osservare gli artisti di strada tra la moltitudine di turisti che scattano foto,come noi. Un frullato di frutta fresca tra i vicoli della rambla,shopping nei vari negozi,quella giornata non era stata dedicata a musei o altro ma una semplice passeggiata accompagnata dallo spizzicare quà e là.

Verso sera torniamo a Tossa de Mar passando per Lloret. Le luci delle discoteche e del casinò di Lloret de mar rimbalzano sui finestrini della macchina,i pullman i taxi e le macchine creano un lungo serpentone che ci portò a Tossa de mar.
Stanchissimi andiamo a cena in un altro ristorante del paese, molto caratteristico e ottimo..ordinai un gulash di carne…in Spagna e ad agosto…la febbre mi perseguitava ancora.
Dopo cena cominciamo a salire sul castello una lunga strada in salita ci porta pian piano in cima,sotto di noi il mare. 
Dopo venti minuti con affanno siamo su e con molta sorpresa troviamo un bar all’aperto e ordiniamo della sangria ma questa volta con prosecco. Rimaniamo un bel po’ su e più tardi riscendiamo io mi perdo Alessandra e Martina che scelgono di passare sulle mura a merletti, Alessandro era sparito, Io scesi da solo, ma poco più in là trovai Alessandro seduto su una roccia.
Tornati a casa decidemmo decidemmo l’indomani di andare a fare un escursione su una baia d’oro non ricordo purtroppo il vero nome. Dal depliant una baia di sabbia bianchissima incontaminata. Per noi il paradiso considerando che la spiaggi di Tossa era piena piena di turisti accalcati e ogni giorno trovavamo posto in fondo. Prendiamo i biglietti per il battello che prima di arrivare a destinazione si sarebbe fermato nelle grotte vicine. Molto bello ma mare molto mosso.
Arriviamo e troviamo una spiaggia non affollata mare cristallino ma spiaggia normalissima anzi deturbata dal vicino villaggio con scivoli acquatici e ristorante gigantesco self service. L’unico.
Cosi pranzammo anche noi lì. Non proprio caratteristico,ma unica alternativa possibile,ci adattammo.
Ogni ora un battello veniva a raccogliere le persone dalla spiaggia per portarle a Tossa de Mar.

Aspettammo l’ultimo battello. Il viaggio era diretto senza escursione,mare MOLTO mosso,mi ero dimenticato di dire che il battello avevamo il fondo a vetri,giusto per aggiungere ancora quel pizzico di ansia oltre al mare.
Cena e pub.
Il giorno dopo torniamo a Barcellona dopo aver fatto colazione in paese e cominciamo con Parc Guell realizzato da Gaudì ci perdiamo per i giardini tra alcuni artisti di strada e visitiamo la sua casa. Tappa obbligata casa Battlo stupenda. Dopo qualche minuto di fila fortunatamente entriamo e audio guida all’orecchio cominciamo il giro molto dettagliato. Il prezzo del biglietto vale veramente il giro.

Un altro giro per Barcellona e andiamo a cena sul lungomare.

Per noi Barcellona è stata una toccata e fuga infatti spero di tornarci e vederla meglio.
Il resto del viaggio è stato sole,mare,shopping,risate,insomma una vacanza relax..per una volta..ma il viaggio di ritorno era l’indomani.
Ultimo giorno di sole e già siamo pronti per riconsegnare in pomeriggio le chiavi.
Saliti in macchina all’imbocco dell’autostrada già una coda,ma fortunatamente riusciamo a sbrigarci e mettermi sul serio in cammino. Il ritorno non è stato semplice come all’andata,la stanchezza si faceva sentire la strada era lunga,e forse il riposo di giorni non era sufficiente a ricaricare le forze per un viaggio di ritorno. Dopo aver passato il confine con l’Italia la macchina aveva un autonomia di pochi km così siamo stati costretti a scendere in un autogrill da film horror. Nebbia fitta che non si vedeva nulla, alle pompe il deserto e cassiere chiuso a chiave nell’autogrill che non aveva da cambiare i soldi sani.
Risaliamo e poco dopo siamo dovuto uscire a Bordighera in cerca di un benzinaio e un bar aperto per cambiare i soldi. Dopo qualche villa a picco sul mare troviamo un distributore con un pub di fronte che non aveva da cambiare i soldi, gestore “simpatico”, Alessandro in un quel locale per farsi cambiare i soldi comprò la sua ennesima Red bull e fatto il pieno ripartimmo.
Io co-pilota davanti e Alessandro alla guida eravamo gli unici svegli alle 2 di notte con le altre due che dormivano dietro come zombie. Alla radio ci accompagnava “La carrozza di Hans”della PFM. Ma dopo pochi km l’ennesima beffa usciti e rientrati da Genova due volte per trovare il bivio per riportarci sulla retta via,navigatore ormai impazzito,chiedemmo aiuto ad un ragazzo che alle 3 di notte era in giro tra le prostitute al porto. Ci aiutò e ritornammo nella direzione giusta in autostrada. Dopo qualche ora verso le 7 ormai morti arrivammo a casa distrutti,ma personalmente soddisfatto della vacanza e di aver intrapreso il viaggio in macchina.
Thank you so much :)
I play in a band called Mark Ha Fatto Bene
In these days i recorded 5 songs for our EP.
www.markhafattobene.tumblr.com



Qualche anno fa sono andato in campo scuola a Praga nel periodo natalizio e mi è rimasta nel cuore. Così volevo provare nuovamente quelle emozioni e condividerle con la mia lei. Ormai diventato quasi tour operator per tutte le ricerche fatte sui vari siti, trovo una buona offerta, Roma-Praga dal 19 al 22 Dicembre anno 2010 volo di linea + 4 giorni completi e 3 notti, Akcent hotel (lo stesso dove già ero stato) più Shuttle per i trasferimenti dall’aeroporto all’hotel e viceversa. Partiamo dall’aeroporto di Fiumicino intorno alle 6 a.m. assonnati raggiungiamo il gate e intorno alle 8 decolliamo, circa 2 ore dopo cominciamo la discesa e dall’alto vediamo solo distese di neve. Atterriamo prendiamo i bagagli e scopriamo che per recarsi allo Shuttle bus dobbiamo uscire e raggiungere gli uffici nell’edificio del parcheggio aeroportuale..mani congelate e trolley che a fatica scorrevano sulla neve e vento a favore che ci dava la spinta necessaria per camminare in quella bufera di neve che in 10 minuti siamo allo sportello per mostrare il voucher per il trasferimento. Sentendomi storpiare il cognome anche qui l’autista ci accompagna verso il pulmino, che in questo caso non era il solito bus prenotato, ma un BMW GT 5000. Da veri signori entriamo in macchina esclamando “che botta di culo!” visto che questa offerta viene presentata dal sito, ma con un sovrapprezzo. Ancora increduli, ma alllo stesso tempo un pò preoccupati visto la silenziosità e la freddezza dell’autista che pensavamo alla prima curva buttarsi in un garage e vendere i nostri organi al mercato clandestino, arriviamo all’Akcent hotel, molto diverso da come me lo ricordavo visto che hanno aperto un casinò accanto. Fatto il check in andiamo a posare le valigie nella spaziosa stanza e usciamo subito. L’albergo non è centralissimo ma in 10-15 minuti sei in centro a piedi, però volevo andare sul sicuro essendoci già stato ed inoltre ha la fermata della metro davanti. Il clima era molto pungente e nonostante il centro fosse vicino non avevo calcolato il fattore neve visto che quando ero andato io non aveva nevicato e non avevamo avuto problemi. Brevemente arriviamo sul primo ponte e la vista era come me la ricordavo, il fiume taglia in 2 la città i tetti innevati e il castello creano un atmosfera da favola.
Poco più in là alla nostra sinistra troviamo il palazzo di “Ginger e Fred” o casa dazante poichè le forme ricordano 2 ballerini che danzano. Con molta calma ci dirigiamo verso la torre dell’orologio passando per i vicoli e i negozi davanti alla piazza di San Venceslao. Arrivati alla piazza dove c’è la torre dell’orologio veniamo invasi da profumi e odori provienienti dal mercatino fatto di casette di legno intorno al gigantesco albero di natale. In piazza cucinano hot dog, maialino allo spiedo,patatas (polpette direi di AGLIO e patate) e trdlo. I trdlo sono un dolce tipico e consiste in una pasta sfoglia arrotolata su un cilindro metallico posizionato su un meccanismo che lo fa girare su una brace, una volta cotto viene sfilato e passato in zucchero mandorle triturate e canella. I venditori sono facilmente riconoscibili poiche sopra la loro casetta di legno pende un trdlo gigante.
Dopo aver passato la mattina e il pomeriggio tra i vicoli e le strade di Praga torniamo in albergo per riscaldarci con una doccia calda per poi cenare nel centro commerciale vicino al nostro albergo. Cena veloce e ci rechiamo in un altro mercatino per prendere un Trdlo e sorseggiare un bicchiere di vin brulè..diventò una tradizione per noi della sera. Un occhiata alla guida in albergo e decidiamo per l’indomani di visitare il castello. Solita sveglia alle 9 e occhiaie tatuate per quanto mi riguarda scendiamo a fare colazione nel ristorante dell’albergo. Rifocillati e conservando qualche panino usciamo dall’hotel e notiamo che il clima è più ragionevole, a piedi c’incamminiamo verso il castello la neve ci fa da guida e il ghiaccio ostacola ogni mio passo rischiando di scivolare ogni pochi metri. Ad ogni angolo ci sono delle vasche con dei pesci,il cliente sceglie il suo pesce e viene ucciso su di un banchetto e venduto li. Tutto questo ci turba. Pochi pescivendoli più in là visitiamo di passaggio la chiesa di San Nicola, direi poco sobria..stile barocco del 1600, oro ovunque, e nella parte superiore vi è un organo del XVIII secolo suonato anche da Mozart per dei concerti. Lasciata alle spalle la chiesa proseguiamo sulla ripida salita per raggiungere il castello. Sia davanti che dietro siamo circondati da persone piuttosto affannate proveniente da ogni parte dell’Europa. Una volta in cima la vista è qualcosa di stupendo..la neve danza sui tetti e il cielo si sposa da dio con tutto l’ambiente creando uno scenario incantato.
All’interno del castello oltre al palazzo reale vi e la basilica di San Giorgio e il vicolo d’oro(chiuso per ristrutturazione). Premettendo che non amo le chiese ammiro l’architettura e lo stile esterno e proseguo la mia visita del castello visitando la “ricostruzione del vicolo d’oro” e dalle finestre è possibile vedere l’originale con operai inclusi che lavorano. Un occhiata al museo dei giocattoli e la statua del bambino con il pene di fuori dove la tradizione vuole che toccandolo porti fortuna,ci fermiamo per un thè caldo al bar accanto e cominciamo la discesa per l’ultimo panorama, ci facciamo qualche foto e riscendiamo. Il freddo è sopportabile, immaginavamo molto peggio, sulle rive del moldava osserviamo turisti che si fanno foto e danno da mangiare alle oche cosi approfittiamo per guardare dal basso “Ponte Carlo” per poi passeggiargi sopra. Per i vicoli e le birrerie notiamo il museo di Kafka,che avevamo deciso di visitare l’indomani, cogliamo al volo l’occasione e entriamo. Entro con la riduzione solamente dicendo che sono uno studente universitario(cosa non vera) e alla reception ci accoglie una signora anziana molto gentile che ci fornisce la traduzione in italiano di tutti i testi presenti nel museo. Museo molto moderno e curato nei minimi particolari con un percorso fatto di foto e testi che ripercorrono la vita di Franz Kafka dall’infanzia fino alla sua morte, la colonna sonora si sposa perfettamente con ogni ambiente facendoti immedesimare in ogni stanza. Il giro dura un oretta buona,rapporto ottimo qualità prezzo. Usciti dal museo ci dirigiamo alla volta di Ponte Carlo pieno di turisti che si fermano a osservare i dipinti degli artisti e ascoltare del sano jazz, l’intramontabile “When the saint go marching in” riecheggia in ogni vicolo di Praga. Nel quartiere ebraico ci fermiamo a pranzare in una bakery per poi ritornare verso la piazza dell’orologio a fare shopping,è molto facile ritrovarsi in luoghi visti a Praga poichè è molto piccola. Passato il pomeriggio cena,giretto,tanta neve,hotel. Guida,cartina e decidiamo di visitare il quartiere ebraico. Ci svegliamo, piu riposati, e scendiamo a fare colazione,ottima con qualsiasi ben di dio. Torniamo su il tempo di imbacuccarci e usciamo. In poco tempo con il tram, riscaldato,arriviamo al quartiere ebraico passando vicino a Ponte Carlo,Josevof questo il nome del quartiere,uno dei piu famosi e antichi centri ebraici dell’Europa centrale,cosi recita WIKIPEDIA.Ci rechiamo in un centro turistico del quartiere e compriamo un ticket valido per tutte le Sinagoghe e il cimitero ebraico.
Sinagoga Maiselova
Sinagoga Spagnola
Sinagoga Pinkasova
Vecchio Cimitero Ebraico
Sinagoga Klausová
Casa delle Cerimonie
Sinagoga Vecchio-Nuova
ll giro è interessante per certi versi noioso,ma da vedere.Due anni prima ero già andato al cimitero ebraico,è toccante e angosciante,ma vedere tutte le lapidi incastonate tra di loro con un tappeto di neve amplifica tutte le emozioni. Lapidi di età tardogotica e barocca senza nessuna foto,poichè vietato.
Dopo la visita ripassiamo per la città vecchia per mangiare il gulash. Entriamo in questo ristorante e ordiniamo un piatto unisco di gulash con carne verdure del purè del pane bianco servito con varie salse e un boccale di birra. Bhè..era ottimo come me lo ricordavo. Usciti più pesanti,ma consapevoli che avremmo smaltito il ricco pranzo in breve tempo,o così volevamo credere, ci abbandoniamo nuovamente nei vicoli di Old Town..Arrivata la sera consapevoli che l’indomani con molto dispiacere saremmo dovuti tornare a Roma ci lasciamo incantare un ultima volta dai profumi dei cibi cucinati nei mercatini di ogni angolo,cenato e sorseggiato un ultimo vin brulè accompagnato da un trdlò affondiamo le scarpe nella neve marciando verso l’albergo.
Il giorno seguente cominciamo a pensare che è ora di riportare qualche souvenir a casa. Cosi nuovamente e in fretta oltre allo shopping personale tra un negozio e l’altro completiamo i nostri acquisti e guardando l’orologio..si c’è ancora tempo e spazio per un ultimo dolcetto prima di tornare e aspettare la nostra macchina che ci porterà al terminal per il ritorno. Fatto il check out,arrivata la macchina con un pò di ritardo,l’autista credo abbia pensato di recuperare con una corsa sfrenata all’aeroporto,dentro di noi pensavamo fosse un pazzo a correre con le strade innevate in quel modo ma se volevamo fare in tempo era l’unico modo. Nella mia testa pensavo a pochi km dall’aeroporto..”dai si è meritato una mancia”..ma il suo destino ha voluto che a poche centinaia di metri la sua mancia sarebbe sfumata nell’aria..perchè?abbiamo rischiato di fare un bell’incidente,la macchina è salita su una montagnetta di neve per evitare il tutto,purtroppo la montagnetta innevata era il guardrail e la paura è stata tanta. L’autista dopo aver imprecato contro l’altra macchina in Ceco chiede scusa più volte,ma ormai avevo deciso, niente mancia.
Presi i bagali lasciamo le ultime impronte nella neve per entrare e imbarcare i bagagli,fortunatamente quasi subito.
Attendiamo gli ultimi istanti,passiamo la sicurezza e siamo al gate in attesa della chiamata..
Viaggio fantastico come l’avevo immaginato..

Look at the stars,
Look how they shine for you,
And everything you do,
Yeah, they were all yellow.
I came along,
I wrote a song for you,
And all the things you do,
And it was called “Yellow.”
So then I took my turn,
Oh what a thing to have done,
And it was all “Yellow.”
Your skin Oh yeah,
your skin and bones,
Turn into something beautiful,
You know, you know I love you so, You know I love you so.
I swam across,
I jumped across for you,
Oh what a thing to do.
Cos you were all “Yellow,”
I drew a line, I drew a line for you,
Oh what a thing to do,
And it was all “Yellow.”
Your skin, Oh yeah your skin and bones,
Turn into something beautiful,
And you know for you,
I’d bleed myself dry for you,
I’d bleed myself dry.
It’s true, look how they shine for you,
Look how they shine for you,
Look how they shine for,
Look how they shine for you,
Look how they shine for you,
Look how they shine.
Look at the stars,
Look how they shine for you,
And all the things that you do.